Vini Umbri
Alla Scoperta del Sagrantino di Montefalco

Il Sagrantino di Montefalco DOCG è un’eccellenza della produzione vitivinicola umbra e nazionale.
Finalmente di diritto nell’olimpo dei grandi vini italiani, non gode forse ancora della giusta popolarità che merita, come quella raggiunta da altri vini umbri più famosi da tempo.
Per questo vogliamo far conoscere il più possibile questo nostro grande vino, attraverso la narrazione delle sue antichissime origini e la descrizione delle sue pregevoli qualità.
Ecco il nostro racconto alla scoperta del Sagrantino di Montefalco.

La storia
Le origini del Sagrantino di Montefalco sono assai remote e, purtroppo, non abbiamo una fonte certissima, quanto, invece, più fonti, che insieme confermano che la vinificazione nel territorio di Montefalco avviene da tempo immemore.
Effettuando un luogo percorso a ritroso nel tempo si è arrivati addirittura ad uno scritto di Plinio il Vecchio, in cui viene citato un vitigno denominato hirtiola, tipico della stessa zona del Sagrantino.
Altre fonti storiche, invece, indicherebbero la provenienza mediorientale del vitigno Sagrantino: sarebbe stato introdotto in Italia dai frati Francescani al rientro dai pellegrinaggi in Siria.
Oppure ancora, potrebbe essere stato introdotto in queste zone da pellegrini, monaci e frati che da tutto il mondo allora conosciuto si recavano nei pressi di Assisi in pellegrinaggio.
Di certo, comunque, sappiamo che questo vitigno viene coltivato in Umbria dal 1500 circa proprio dai frati Francescani, che lo utilizzavano per ottenere un vino dolce destinato alle feste e alle funzioni religiose, sacre, da cui trae appunto il nome di Sagrantino.
Nei primi anni dell’Ottocento lo storico Serafino Calindri descrive l'area intorno a Montefalco come zona di produzione di alcuni dei migliori vini dello Stato Pontificio, confermando la fortunata vocazione di questo territorio.
In epoca decisamente più moderna, si trovano menzioni a proposito di una produzione vinicola nei pressi di Montefalco nelle cronache della Mostra Enologica dell’Umbria del 1925, nelle quali la cittadina umbra viene citata come centro di produzione vinicola più importante della regione.
Quello che noi oggi conosciamo come Sagrantino di Montefalco nasce da una sperimentazione della fine del secolo scorso: nel 1972 si tenta la vinificazione di una versione secca di quello che era l’antico vino dolce, utilizzando un uvaggio composto al 100% da uve di vitigno Sagrantino.
Inutile dire il successo che ha avuto questo “azzardo”: il Sagrantino di Montefalco ottiene la DOC nel 1979 e la DOCG nel 1992.

La zona di produzione
Il disciplinare prevede che la produzione di Sagrantino di Montefalco avvenga unicamente in una zona non molto estesa e rigidamente definita del territorio umbro, in provincia di Perugia, che si distribuisce fra i comuni di Montefalco, Bevagna, Gualdo Cattaneo, Giano dell’Umbria e Castel Ritaldi.

Le caratteristiche
Il Sagrantino di Montefalco è un grande vino, potente e complesso, dotato di una grande struttura.
Il disciplinare prevede per questo vino una gradazione alcolica minima di 13°.
Il colore del Sagrantino di Montefalco è un rosso rubino scurissimo, quasi violaceo, che con l’invecchiamento tende al granato.
L’aroma è intensamente fruttato: spiccano i sentori di more e amarene, accanto a sentori terrosi, che si fondono con essenze di china ed essenze speziate, fra le quali si percepisce in particolar modo l’anice stellato.
In bocca è avvolgente, vellutato, ampio e caldo.
Al gusto è un vino davvero intenso, di spessore, corposo, alcoolico e tannico, dall’acidità equilibrata e dal finale molto persistente.
È proprio l’elevata tannicità la caratteristica precipua del Sagrantino di Montefalco, tanto che il disciplinare di produzione prevede un invecchiamento molto lungo per permettere ai tannini di arrotondarsi, di perdere aggressività: prima della commercializzazione deve infatti invecchiare per un minimo di 33 mesi, di cui almeno 12 in barriques di rovere, a cui deve poi seguire l’affinamento in bottiglia per almeno 4 mesi.
La temperatura di servizio ideale per un vino rosso di tale importanza è di 18o C ed è fondamentale dargli modo di ossigenarsi lentamente.

Gli abbinamenti
Gli abbinamenti ideali per il Sagrantino di Montefalco sono di sicuro quelli con i prodotti e i piatti tipici del territorio umbro. Viene in particolare consigliato in abbinamento a carni rosse e selvaggina. È ottimo con gli arrosti, gli stufati e gli stracotti. Ma non solo: si abbina perfettamente anche con i formaggi dalle lunghe stagionature.

Scopri i migliori abbinamenti

Attualmente, secondo il disciplinare, la produzione del Sagrantino di Montefalco è riservata ad un’area non molto estesa del territorio umbro, in provincia di Perugia, distribuita fra i comuni di Montefalco, Bevagna, Gualdo Cattaneo, Giano dell’Umbria e Castel Ritaldi.