Zafferano e Umbria
Un binomio antico e gustoso

Lo Zafferano è una spezia molto amata che ha origini antiche in Asia Minore ed è stato impiegato fin dall’antichità per uso tintorio, in farmacologia ma anche in cosmesi e in cucina. Le sue proprietà erano conosciute già in Egitto e nella Bibbia viene nominato nel Cantico dei Cantici e Omero lo cita nell’Iliade. Moltissimi le citazioni, da Ippocrate che loda le sue qualità farmacologiche a Galeno fino ai monaci buddisti che invece lo utilizzano fin dall’antichità per tingere le vesti.

La parola zafferano deriva dal persiano “sahafaran”, da “asfar” (giallo), passato nell'arabo “za’faran” e quindi nello spagnolo “azafran”.
Gli Arabi lo diffusero in Occidente e in Italia si diffuse soprattutto nelle zone del centro in particolare in Umbria e in territori come Città della Pieve, Cascia,, Gubbio e Spoleto.
A Città della Pieve ci sono testimonianze della produzione dello zafferano fin dal XIII secolo. Una curiosità nello Statuto di Perugia del 1279 si vieta la semina della piante dello zafferano da parte di forestieri nell’intero contado di Città della Pieve. Qui è nato un Consorzio costituito da 30 soci produttori.

A Cascia invece, altra zona famosa per la produzione di zafferano, nel 2003 è nata l’Associazione dello Zafferano di Cascia – Zafferano purissmo dell’Umbria a cui aderiscono circa 23 produttori e ogni anno in occasione della festa di Santa Caterina di Alessandria (il 25 Novembre) viene fissato il prezzo minimo.

A Spoleto è nata invece l’Associazione Zafferano del Ducato che promuove lo zafferano in manifestazioni, sagre e mostre mercato sia in Italia che all’estero.